FRANCESCA LANZAVECCHIA e il DISCOMFORT CREATIVO

L’incontro di mondi diversi, proestetica e design

Un primo sguardo e, subito, il sito web ti accoglie con questo motto: Ciao / 您好 / Hello, we inject humanity, poetry and intelligence into multiple scales, domains & contexts. (iniettiamo umanità, poesia e intelligenza in molteplici scale, domini e contesti.)

Francesca Lanzavecchia è di Pavia, classe 1983. Nel 2009 ha fondato con Hunn Wai lo studio italo-singaporiano Lanzavecchia + Wai: uscire dalla propria comfort zone e far scaturire nuove soluzioni, questa è la mission.

I suoi primi progetti hanno destato l’attenzione della critica perché proponevano più di un possibile dialogo tra mondi apparentemente lontani.

Primordiale campo di sperimentazione è stato il connubio tra estetica e prodotto medicale con “Proaesthetics” (Tesi di master alla Eindhoven Academy).

Successivamente Lanzavecchia si dedica ad un progetto di arredi per la terza età, tra il bello e il funzionale (“No Country for Old Men”)

In una sua intervista, la designer dichiara: “Le vite stanno cambiando profondamente e c’è bisogno di progetti che rispondano a queste esigenze. Ad esempio, le aziende stesse svolgono questo ruolo facendo vivere l’artigianato. Da parte nostra, non partiamo mai dalle forme, è sempre un dialogo, una danza, una ricerca verso qualcosa, che possa portare un vero valore”

Francesca Lanzavecchia orienta la sua ricerca verso progetti che ci facciano soffermare su quello che possono offrire attraverso uno sguardo a 360°, passando dall’estetica e sublimandola ad un compito ben preciso.

Anche la realizzazione di tali progetti si manifesta attraverso collaborazioni con aziende di qualità, di piccole e medie dimensioni. La mano artigiana è un mezzo con cui il design esprime la sua etica benefica.

Chiara dichiarazione di intenti è il progetto “Lungo come un viaggio”, realizzati per il MAXXI nel 2014.

Questo abito raffigura un viaggio che trae ispirazione dalla frase “Omnia mea mecum porto (Tutto ciò che è buono è mio e lo porterò con me)”. Il bagaglio è più leggero di un abito. È come una seconda pelle che non vuole rinunciare a raccontare la sua storia.

Nella parte frontale una mappa ricamata apre la strada. Sul retro sono cucite tante tasche, leggere come piume, che vengono riempite di ricordi, affetti, legami e oggetti che inevitabilmente appesantiscono la modella e le rendono difficile spiccare il volo.

Una delle idee più acute e all’avanguardia è rappresentata da VERISCOPIO.

Il veriscopio è un talismano che nasce nell’era della post-verità in cui, tramite internet, tutto è accessibile: troppo rumore, troppe distrazioni, troppi contenuti volti alla gratificazione istantanea.

E in questo contesto, la concentrazione e la riflessione su ciò che davvero è importante divengono merce rara.

Questo manufatto si pone come possibile dispositivo di filtraggio da adoperare intenzionalmente – ponendolo nel luogo simbolico del Terzo Occhio – al fine di bloccare tutte le informazioni di troppo.

“Non sarebbe bello filtrare l’utile e l’inutile, amplificando ciò che conta davvero, riportandoli in primo piano tramite un dispositivo fisico che richiede manipolazioni fisiche per aiutarci a concentrarci su noi stessi, i nostri bisogni profondi, i nostri corpi? Dobbiamo riprendere il controllo sulle nostre diete informative, ora!”

“La valigia del collezionista” (Wallpaper Handmade, 2019) è un bagaglio fatto interamente a mano, espandibile, che accoglie in sé tutti i ricordi di viaggio per mezzo di folders posizionati in scala cromatica. Diciamocelo, questa valigia sembra un accessorio uscito da un film di Wes Anderson. I designer traggono, infatti, ispirazione dai viaggi intercontinentali di fine XIX secolo, volti alla scoperta e alla collezione di manufatti e oggetti curiosi provenienti dal mondo inesplorato.

a stampata proclama: “Le cose che amo”, delineando un certo profilo romantico per il suo possessore: certamente una persona curiosa, innamorata del viaggio come

esperienza e via per la conoscenza. Per questo viaggiatore, un po’ malinconico, un po’ visionario, il bagaglio rappresenta uno scrigno di crescita personale.

Crescita che non si arresta mai.

Tulle le immagini provengono dal sito Web ufficiale Lanzavecchia + Wai: https://www.lanzavecchia-wai.com/

Facebook: https://www.facebook.com/lanzavecchia.wai/

Instagram: https://www.instagram.com/lanzavecchiawai/

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