ROOM #05

"C’è una grande nuova generazione e il movimento legato alla crisi climatica è davvero importante, con Greta Thunberg e tutte le persone che stanno facendo questo tipo lavoro, ma questo e i movimenti legati ai diritti delle donne sono interconnessi. Perciò, coloro che vogliono reprimere le donne, sono gli stessi che stanno fingendo che non ci sia una crisi climatica. Quindi, sopprimere la voce delle donne, significa sopprimere alcune delle voci più potenti su cambiamento climatico"

Margaret Atwood è una poetessa, critica, saggista e scrittrice di romanzi canadese. Margaret inizia a scrivere già dall’età di sei anni ma la sua carriera di scrittrice inizia ufficialmente nel 1966 con The Circle Game, la raccolta di poesie basata sul conflitto tra uomo e natura. Nel 1985 esce The Handmaid’s Tale, la sua opera più famosa, grazie alla quale vince diversi premi e riconoscimenti internazionali. In The Handmaid’s Tale, Margaret descrive la distopica realtà di un’oscurantista America del futuro dove le donne (di qualunque sfera sociale) sono completamente soggiogate dallo Stato. Il romanzo è fortemente politico, incentrato sull’alienazione delle donne trasformate in oggetti, sulle dinamiche di potere tra i generi e sulle responsabilità morali delle sue protagoniste. Centrale nel romanzo, e anche nella maggior parte dei lavori di Atwood, è la fluidità di lettura, che ha reso le sue opere fruibili ad un vasto pubblico.

Per l'intervista integrale qui

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