ROOM #08

"Ho amato le Pussy Riot perché nelle interviste i membri della band dicono che effettivamente loro volevano prendere l’idea dell’organo sessuale femminile che è stato denigrato in praticamente tutte le culture che conosciamo. Loro l’hanno preso e hanno specificamente detto: “noi stiamo per rendere questo il luogo della ribellione contro il patriarcato” e credo che questa sia una delle ragioni per cui hanno sfidato in modo così potente un uomo che l’ultima cosa che si aspettava era avere a che fare con un gruppo di donne che hanno chiamato sé stesse “vagina”. […] Questo è davvero un grande momento per il ritorno del femminismo, per scoprire che quello che queste giovani donne stanno dicendo in modo articolato in Russia, che è del tutto simile [alle altre manifestazioni], e questo sta dando alle proteste un tipo di forza e un senso di identificazione che altrimenti non ci sarebbe stato"

Joan Alison Smith è una giornalista inglese, scrittrice e attivista per i diritti umani, ex presidente del comitato Writers in Prison nella sezione inglese di International PEN ed è stata direttrice esecutiva di Hacked Off. In questa intervista parla delle Pussy Riot, un collettivo punk rock russo, femminista e politicamente impegnato che negli ultimi dieci anni ha organizzato proteste per lo sviluppo della democrazia, per i diritti delle donne e della comunità LGBT, in Russia e in altre parti del mondo. A causa delle loro proteste – la più famosa delle quali si è svolta in una cattedrale cristiana ortodossa a Mosca – sono state arrestate e imprigionate più volte dalle autorità russe.

Per l'intervista integrale qui

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