ROOM #11

"Normalmente quel tipo di governi autoritari sorgono in tempi di paura e caos sociale, e quei tipi di governi arrivano perché qualcuno, non sempre ma spesso uomini, arriva e dice: “Vota per me, raddrizzerò tutto, sistemerò tutto, ma dovete fare quello che dico. E io mi sbarazzerò del caos ma le cose saranno a posto. Ma per quel che ci riguarda, noi dobbiamo uccidere queste persone.” E sfortunatamente c’è sempre qualcuno di “cattivo” che viene coinvolto, e quindi “uccidi queste persone”, “sopprimi queste persone” o “priva del potere questi altri”. E loro hanno sempre un programma che spinge le donne indietro, non importa quale sia il loro slogan politico, e non importa che loro dicano di essere di sinistra, destra, religiosi o atei o quel che sia"

Margaret Atwood è una poetessa, critica, saggista e scrittrice di romanzi canadese. Margaret inizia a scrivere già dall’età di sei anni ma la sua carriera di scrittrice inizia ufficialmente nel 1966 con The Circle Game, la raccolta di poesie basata sul conflitto tra uomo e natura. Nel 1985 esce The Handmaid’s Tale, la sua opera più famosa, grazie alla quale vince diversi premi e riconoscimenti internazionali. In The Handmaid’s Tale, Margaret descrive la distopica realtà di un’oscurantista America del futuro dove le donne (di qualunque sfera sociale) sono completamente soggiogate dallo Stato. Il romanzo è fortemente politico, incentrato sull’alienazione delle donne trasformate in oggetti, sulle dinamiche di potere tra i generi e sulle responsabilità morali delle sue protagoniste. Centrale nel romanzo, e anche nella maggior parte dei lavori di Atwood, è la fluidità di lettura, che ha reso le sue opere fruibili ad un vasto pubblico.

Per l'intervista integrale qui

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